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Ugo Foscolo: appunti commenti parafrasi e analisi di tutte le opere., In morte del fratello giovanni,A se stesso,a zacinto,alla sera,i sepolcri,le odi

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CAT_IMG Posted on 12/12/2010, 12:05           "quote"
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Foscolo, Ugo - "In morte del fratello Giovanni"

Commento
Questo sonetto, composto da due terzine e due quartine entrambe endecasillabi, venne scritto da Foscolo durante il periodo del suo esilio. E' possibile dedurlo dall'inizio della poesia, dove compare la tematica della lontananza da casa e della nostalgia della madre e del fratello. Il fattore che maggiormente incupisce lo scrittore è l'impossibilità di andare a mostrare la sua sofferenza sulla lapide del fratello. Nella seconda quartina si nota la tristezza della madre desolata avendo perso entrambi i figli. Nella vecchiaia la donna sarà destinata a convivere con la malinconia, avendo un figlio defunto e l'altro in esilio. La restante parte esprime e desideri più sinceri del Foscolo, ovvero che il fratello possa trovare nella morte la quiete che da vivo non ha potuto conoscere, e che alla sua morte, essendo al corrente che in quel momento non sarebbe stato nella sua terra, venissero donate le proprie spoglie alla madre. Con le tematiche seguite, l'autore ispira pietà e dolore, che invocano la comprensione tra i popoli.
Il sonetto, a rima alternata, possiede l'allitterazione consonantica con il dominio delle consonanti "t","r" e "d". Sono presenti gli enjambements, che rendono l'idea di meditazione e lamento. Vi sono inoltre metafore e motonimie.



A se stesso

Che stai? già il secol l'orma ultima lascia
dove del tempo son le leggi rotte
precipita, portando entro la notte
quattro tuoi lustri e obblio freddo li fascia.

Che se vita è l'error, l'ira, e l'ambascia,
troppo hai del viver l'ore prodotte;
or meglio vivi e con fatiche dotte
a chi diratti antico esempi lascia.

Figlio infelice, e disperato amante,
e senza patria, a tutti aspro e a te stesso,
giovine d'anni e rugoso in sembiante,

che stai? breve è la vita, e lunga è l'arte;
a chi altamente oprar non è concesso
fama tentino almen libere carte.
Commento

In questo sonetto, che chiude la raccolte delle Poesie, il poeta fa un bilancio della propria vita, tracciandone un quadro alquanto negativo. Infatti ,ormai adulto, egli è un uomo vecchio nell’aspetto, che ha sofferto molto sia per motivi privati che politici.

La sua unica speranza, la sola possibilità di non essere dimenticato è quella di scrivere delle opere “dotte”; ricompare, quindi, anche in questo brano, il tema del valore eternatrice della poesia, presente già nelle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”. Colui che non può compiere azioni eroiche, può conquistare la fama solo attraverso l’arte che,a differenza della vita, è eterna.
Un altro tema ripreso dall’Ortis ed affrontato anche ne “Alla sera” è quello del tempo, che trascorre inesorabilmente, cancellando ogni traccia della vita dell’uomo. La sera nel sonetto omonimo e la notte in questo, non sono altro che delle metafore della morte che rappresenta l’annullamento totale e la fine di ogni sofferenza. Il Foscolo, in seguito alla delusioni politiche ed al crollo delle speranze rivoluzionarie, aveva, infatti, accolto la concezione filosofica nichilista, secondo cui la morte è un “nulla eterno” che porta la distruzione totale. In questo sonetto, comunque, si può intravedere una speranza, un tentativo di superare il nichilismo attraverso la poesia; il poeta ha la possibilità di incominciare una vita migliore (“or meglio vivi”) e di lasciare un esempio, un ricordo di sé ai posteri attraverso le sue opere. Questo sonetto, proprio in quanto posto in chiusura della raccolta delle Poesie, rappresenta una fase importante del processo di maturazione del pensiero foscoliano che si concluderà con i “Sepolcri”, in cui la sopravvivenza dopo la morte è garantita dalla tomba.



A Zacinto
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

Commento
Questa poesia e` un canto d`amore per una patria lontana e irragiungibile, divenuta oramai "terra straniera". Luogo dell`infanzia felice e oramai perduta, ma soprattutto patria ideale, Zacinto rappresenta per il poeta la terra in cui si realizza il sogno di bellezza e armonia a lungo inseguito. La poesia si chiude con una riflessione amara: al poeta non toccherà più la stessa sorte di ulisse, egli non tornera più nella patria amata, il destino avverso l`ha costretto a un doloroso esilio e l`aspetta una morte in terra straniera, dove nessuno piangera sulla sua tomba.



Alla Sera di Ugo Foscolo
Testo
Forse perché della fatal quiete fatal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge

Parafrasi
Forse perché tu sei l’immagine della morte, a me giungi cosi gradita, e sia quando sei seguita dalle nuvole e dai venti sereni sia quando dal nevoso cielo che porta neve e conduci sulla terra notti lunghe e burrascose, e occupi le vie più segrete del mio animo, placandolo dolcemente.




I Sepolcri

Prima Parte(vv 1 – 90)
Affronta il tema dell’utilità delle tombe e dei riti dedicati ai morti.
Apre l’opera con due domande retoriche:La tomba renderà “il sonno men duro”? La tomba sarà consolazione della morte? Da un punto di vista materialistico e laico la risposta è negativa. La speranza di fronte alla morte fugge e rimane avvolta dalla “Dimenticanza”.
Dichiara il suo materialismo presentando una natura che è un susseguirsi di trasformazioni,per cui l’uomo non può garantire nessuna durata nel tempo,ne di sé stesso,né della sua memoria,ne di ciò che dovrebbe mantenere la memoria di quello,ovvero la tomba.
La tomba quindi per la ragione è solo un sasso e non serve a nulla.

Ma il cuore si contrappone alla ragione(Dialettica fuori ragione)
Attraverso l’illusione della tomba infatti il defunto vive (di una vita psicologica e non ontologica) nelle mente dei suoi cari ”Per lei si vive con l’amico estinto/E l’estinto con noi”

Ma ad un patto,deve essere sepolto nella terra materna.(Riferimento al suo presagio di morire esule).
Solo chi muore senza eredità d’affetti non trova consolazione nella tomba e può solo temere l’inferno o sperare nella salvezza

Affronta quindi il discorso dell’editto di Saint Cloud , che non riconosce un onore dopo la morte a “buoni”.
Può allora accadere che un esempio di virtu’ come il Parini giaccia in una fossa comune..
Egli infatti dovrebbe riposare sotto il tiglio in cui era solito meditare e in cui gli appariva Talia (Musa poesia satirica.)
Fa un accenno alla moda milanese “D’evirati cantori”,che invece non apprezza Parini e non gli rende onore dopo la morte,lasciandolo in una fossa comune,che descrive con un gusto romantico, sottolineando dettagli di orrore e inquietanti(derelitta cagna,upupa)
E’ infine inutile sperare che la natura(un fiore)compianga Parini ,il compianto nasce solo dalla cura dell’uomo.

v.6 ore danzanti”ut pictura poesis”
v.9 mesta armonia Pindemonte “Melancolia”
v.11 Vergini muse:Poesia incontaminata,(15 Maggio “Oh Amore,le Arti belle son tue figlie”
v.14 Vita raminga – si presenta subito come un esule(vedi Tassi)
v.34 –raccolse infante,grembo materno: come grembo ctonio, protegge
v.50 sospiro che sale da tomba,anche in Gray

Seconda Parte(vv 91 – 150)
Affronta le concezioni e gli usi tenuti nei confronti della morte nel corso della civiltà umana
Richiamando la concezione di Vico sulla nascita della civiltà,afferma che nel momento in cui l’uomo primitivo ha difeso i cadaveri dagli agenti atmosferici e dalle belve, ha mostrato rispetto verso l’altro e quindi questo fatto ha segnato il passaggio decisivo della consapevolezza umana e della civiltà
Le tombe diventarono quindi “testimonianza a’ fati..ed are a’ figli”
Le tombe erano sacre,cosi’ i responsi e l’onore dei defunti.

Analizza quindi gli usi funebri del Medioevo in modo negativo,da tipico illuminista.
Cadaveri in chiesa,scheletri rappresentati ovunque,superstizione e polemizza contro la celebrazione di messe di suffragio (accorciavano la permanenza del defunto nel purgatorio).

A questo si contrappone fortemente(Non sempre..Ma) il culto semplice e idealizzato della cultura classica,in cui immagina sepolcri all’ombra di verdi cipressi e vasi in cui venivano raccolte le lacrime).Accendevano candele in rispetto del morto,versavano latte e parlavano al defunto delle proprie pene.
C’è’ quindi un rito rasserenante ed affettuoso,garantito dall’intimità tra vivo e defunto.

Altro esempio positivo è quello inglese,in cui campisanti sono “orti”giardini, ed è di ristoro,anche se solo un’illusione,compiangere i defunti.
Quest’illusione può inoltre essere positiva,come dimostrano le ragazze inglesi,che non solo si recano a compiangere la madre morta,ma,e qui mostra la funzione civile delle tombe anche l’eroismo dell’ammiraglio Nelson.

In contrapposizione ai cimiteri inglesi che ispirano virtù, “ove dorme il furor d’inclite gesta” , e dove dominino il potere dei ricchi e la viltà degli oppressi,quindi in Italia,questi non sono altro che manifestazioni di sfarzo e oggetto di repulsione.
Il dotto,il ricco ed il patrizio volgo sono già morti,perché non fanno altro che adulare nelle corti francesi,con cui se la prende,visto che il loro unico valore è lo stemma.
Interviene quindi L’io del Foscolo che si contrappone con “caldi sensi” e spera per sé e Pindemonte un compianto ispiratore di passioni e esempio di poesia.

Terza Parte (vv. 151 – 212)
Politicità delle tombe.
Ha una tesi. Le tombe dei grandi accendono l’animo di coloro che sono ricettivi e potenzialmente grandi (ha quindi una concezione elitaria) e rendono la terra “bella e santa” allo straniero.

Parla quindi della sua visita alle tombe in Santa Croce dove sono sepolti i “grandi”
Machiavelli è visto attraverso l’interpretazione obliqua(teorizzata da Traiano Boccalini che scrisse un trattato su Tacito),secondo la quale egli avrebbe finto di insegnare ai Principi come governare e il suo fine in realtà sarebbe stato svelare i loro crimini.

Descrive Michelangelo come il costruttore della cupola di S.Pietro,descritta in termini neoclassici(Olimpo),parla poi di Galileo come colui che aprì la strada a Newton.

Firenze (Ma in realtà l’Italia) deve rallegrarsi,Dante (Ghibellino fuggiasco, anche se era guelfo)
iniziò la Commedia proprio li(secondo una tradizione iniziata da Boccaccio),ha dato i natali a Petrarca.che è visto come colui che spiritualizzò l’amore (anche se in realtà non è così),ma soprattutto perché conserva le tombe dell'”itale glorie”, unica ricchezza rimanente dopo l’arrivo degli stranieri,che possono togliere tutto,ma non ciò che l’Italia è stata.
Infatti se ci sarà una rinascita italiana l’ispirazione sarà presa proprio dalle tombe di Santa Croce.
Alfieri,presentato come poeta politico anche se non lo era,si recava spesso in Santa croce a trarre esempio dai grandi li sepolti aspettando una rinascita della sua patria.
Anch’egli ora è sepolto ed è esempio di amor di patria.

Al cospetto delle tombe si sente come la voce di un dio ispiratrice,come accadde ai maratonomachi e che ora potrebbe ispirare gli italiani.
Fa un riferimento alla sepoltura di essi che quindi è ancora segnale di virtù e civiltà
Parlapoi di un navigante che osserva la battagli(fonte-geografo Pausania 2°A.C)

v.167 – 172 – Parte lirica
v.172 E tu – transizione,sta per e inoltre tu
v.191 riprende “tacito orror di solitaria selva”
v195-amor di patria che in realtà nn c’era in Alfieri
v196 in poi.. – passaggio logico : stesso sentimento che ha ispirato quelli d santa croce ha ispirato i maratonomachi
204 in poi..gusto orroroso romantico e anche tono epico

Quarta Parte (vv.213 – 295)
Esaltazione poesia che si ispira alla storia
La morte rende giustizia a coloro che la meritano.
Dopo la morte il mare restitui’ alla tomba di Aiace le armi di Achille delle quali Ulisse si era impossessato con l’inganno.”Giusta di glora dispensiera è morte”
Foscolo chiede che le muse lo chiamino a testimoniare le imprese e le virtù degli eroi,il che equivale a interrogare le tombe,essendone esse simboli.

Le muse siedono custodi delle tombe,che ricordano la virtù dei defunti,ma queste potranno essere rese irriconoscibili dal tempo,non rimarrà allora che la poesia la quale renderà eterne le imprese del passato.
Nella Troade infatti vi è un sepolcro per Elettra,sposa di Giove,che aveva chiesto al dio di essere resa immortale nella memoria dei posteri.Egli allora rese sacra la sua tomba.
L a tomba di Elettra diviene centro di varie situazioni e di una trafila storica che ha il suo avvio con Troia.Il suo santuario diventa luogo di sepoltura dei grandi morti nazionali,c’è parallelismo con Santa Croce,e il lamento delle donne ricorda quello delle “britannie vergini”

Figura importante è Cassandra che predice le sventure future.Essa predice ai nipoti un destino di schiavitù e morte,fa poi un riferimento ai cipressi,simbolo di morte,sotto le quali ombre un giorno camminerà Omero.
Profetizza quindi il compito che assumerà Omero:egli interrogando le tombe darà voce e memoria ai fatti della guerra di Troia attraverso la poesia .
La poesia quindi garantisce nel tempo quei valori che si materializzano nelle tombe.

Si rivolge infine a Ettore,l’eroe sconfitto per eccellenza, e non ai vittoriosi , per sottolineare ancor di più la funzione riparatrice della poesia.Questa farà si che egli sia onorato fino a quando esisterà l’umanità.




LE ODI

Foscolo compose le odi contemporaneamente all’Ortis e ai sonetti.
Possono essere considerate serena esaltazione della bellezza.
1) A Luigia Pallavicini caduta da cavallo (1800)
2) All’amica risanata (1802/1803)
Furono pubblicate entrambe in edizione definitiva nel 1803 assieme ai sonetti.
Sin dal primo maturare della poesia foscoliana ci sono connessi due temi fondamentali:
• armonia serenatrice e nostalgia di un mondo di pura e classica bellezza che sarà motivo centrale delle Grazie
• ansia romantica, la sublime e eroica passione protesa alla conquista che si traduce nella passione che è protesa all’affermare nella storia i più alti valori spirituali e che avrà il suo culmine nei Sepolcri.
Sono un inno alla bellezza sempre minacciata e sempre risorgente, confortatrice della vita angosciosa dell’uomo.
La bellezza è sentita come apparire sensibile di una universale e segreta armonia dell’universo.
In questo modo Foscolo rivela l’aspirazione a una composta armonia di spirito e di affetti.
Romantica è la nostalgia struggente con cui rivive il suo sogno che non è più come ne i poeti neo-classici un idilio sereno e compiaciuto della fantasia ma sublimazione della drammatica esperienza spirituale.
Il motivo dell’esaltazione della bellezza è tipico delle odi e si ritrova nelle grazie.

Il rifugiarsi nel mondo antico dei miti visto come un mondo composto e di intatto splendore da alla poesia un tono elegante e raffinato ma non sempre profondo.
Il componimento è sintesi tra la passione romantica e classica compostezza (sentimento e ragione).
Nelle odi questo equilibrio è presente solo a tratti e c’è differenza tra motivo occasionale (caduta da cavallo, guarigione Antonietta) e il motivo profondo (celebrazione della bellezza in ciò che essa ha di eterno).
Il tema comune delle odi è la trepidazione (ansia) del poeta al pensiero dei pericoli (morte) da cui la bellezza è minacciata.
Caratteristico delle odi è l’uso del mito con il quale Foscolo fissa i temi suoi propri e realizza la divinizzazione della bellezza.
Le due odi hanno una struttura simile nella divisione in parti.
All’amica risanata rappresenta la maturazione del senso neo-classicista dei temi dell’altra ode.
Il processo di divinizzazione dell’immagine della donna è pienamente compiuto.
Esiste una contrapposizione tra il mondo della divina bellezza, mondo di assoluta serenità e quello umano, mondo ricco di affanni.
Nella prima ode evidente è la parte descrittiva tipica settecentesca ed è costante il motivo della bellezza come motivo di consolazione (versi 10,11,12).
Nell’ode all’amica risanata è presente il motivo della funzione esternatrice della poesia (versi 60…)
La poesia da immortalità all’uomo e inoltre troviamo la dichiarazione poetica perché Foscolo si dice erede della tradizione classica e con il suo canto renderà eterna la bellezza dell’amica.

TEMI DELLE ODI
1) A Luigia Pallavicini caduta da cavallo: è stata composta nel 1800 quando Foscolo era a Genova come capitano dell’esercito napoleonico.
Spunto della composizione dell’ode è data da un fatto di cronaca, una nobil donna cadde dal cavallo e ebbe il volto sfigurato (motivo occasionale).
Nello svolgimento dell’ode è escluso il dramma e Foscolo unisce il motivo accidentale in una atmosfera favolosa e remota (mito di Adone simbolo della caducità della bellezza individuale e Artemide simbolo dell’eternità della bellezza universale).
Non celebra Luigia Pallavicini ma la sua bellezza come simbolo superiore di armonia.
2) All’amica risanata: l’ode è stata composta tra il 1802 e il 1803 per la guarigione dopo un lunga malattia di Antonietta Fagnani Arese (motivo occasionale), amata appassionatamente dal Foscolo.
Ripropone il tema della bellezza sempre minacciate e sempre risorgente e del suo valore altissimo di consolatrice della vita umana.
L’amore è sentito come contemplazione estatica della bellezza.
Ma nell’ode compare anche un altro tema: quello della poesia eternatrice che sublima la bellezza e i più alti valori umani.
I riferimenti mitologici non esprimono soltanto il suo nostalgico amore di un antico mondo ma il riconoscimento della funzione che per il Foscolo la poesia ha avuto nei secoli cioè quello di illuminare la vita.
L’ode può essere divisa in due parti:
- la prima dai versi 1-48, in questa parte Foscolo descrive con il rifiorire della primavera la bellezza della donna unica fonte di consolazione nell’infelicità a cui gli uomini sono condannati.
Le occupazioni piacevoli che tornano a riempire la vita della donna sono la cura dell’abbigliamento, le feste in cui ella suscita intorno a se il desiderio sia che canti accompagnandosi con arpe sia che danzi.
Vi è poi una strofa di passaggio che riassume e conclude la descrizione e pone le premesse per le considerazioni successive.
- la seconda dai versi 55-96, Foscolo sviluppando suggestioni Dichiane sviluppa la tesi secondo cui quelle che la tradizione ha venerato come dee non furono se non donne mortali celebrate dai poeti ad esempio Artemide, Venere dea della bellezza, e Bellona dea della guerra.
Artemide è oggetto di un triplice culto, è venerata come Selene che era la luna, come Etate dea dei morti, degli inferi e degli elisi, e come Diana dea della caccia.
Anche egli grazie alla poesia potrà far durare a lungo nella memoria dei posteri la bellezza dell’amica.
Gli ultimi versi (91-94) contengono la dichiarazione di poetica.
Foscolo era greco per nascita e per cultura si appresta a trasferire nella lirica italiana i modi armoniosi dell’antica lirica greca di Saffo e Arceri.

23:23 Megr:che mi sono persa? mi fai un riassunto veloce veloce della serie con una frase
23:24 Rafel_219: niente...che sono ritornate le Brigate Rosse,il brasile non vuole espatriare un terrorista(anche se per me fa bene),in medio oriente c'è ancora la dittatura come in russia,i cubani odiano gli americani e viceversa...e tutti pregano un Dio che dice che siamo tutti fratelli...insomma niente di che

CITAZIONE (Fresha AkA Jerin @ 6/11/2010, 11:28) 
Vacchino io penso ke se tratti in questo modo tutte le donne ammesso che tu ce l abbia un cazzo mi sa ke non lo userai mai

J-Gore:
Ma xk F Key nn è nel gruppo degli staffer hhs?
RobyMC:
è in 1 gruppo anonimo cn gli stessi poteri... almeno puo far finta d essere 1 hacker

[QUOTE=bif è tornato,25/5/2009, 00:51]
ma sticazzi di maldini dopo che ho visto l'avatar di gore

:ridetanto: :ridetanto:

calcola se l'hai fatto tu hai vinto...veramente :ridetanto:


CITAZIONE (S.P.E.C.K. aka Faggiano mc @ 22/1/2009, 22:14)
wqu0dx am7bpk

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